Storie da abitare
Mondi che restano anche dopo l'ultima pagina.
Mi chiamo Valentina,
e sono nata verso la fine del secolo scorso.
Era Pasqua, mezzogiorno, ed ero in ritardo di due settimane.
Forse è da allora che amo la primavera, le rinascite e i tempi lenti.
La tenacia di un fiore che sboccia tra l'asfalto, il sole d'Aprile, l'odore dell'erba appena tagliata.
Amo le rughe degli anziani e le loro voci calme, le spaghettate con gli amici,
gli scarponi da trekking sporchi di fango.
Amo le lezioni della montagna, la compagnia della neve,
il canto delle spiagge d'inverno.
Amo il crepitio dei caminetti, le insegne dei cinema d'antan,
gli scricchiolii dei teatri, i lampioni parigini.
Amo perdermi nelle librerie, correre con i bambini,
sfiorare il legno grezzo.
Mi commuovo per i buchini nelle mani di mio figlio e per la luce negli occhi di mio marito quand'è felice.
Ogni tanto resto immobile e faccio silenzio per risentire la voce di mia nonna.
E per illudermi di poter fermare il tempo.
Per questo scrivo:
per distillare le emozioni che il vento, lentamente, porta via.
Mondi che restano anche dopo l'ultima pagina.
Copioni, progetti e altri tarli da palcoscenico.
Sceneggiature, collaborazioni e progetti per cinema e tv.
Corsi e percorsi nella creatività.